martedì 29 maggio 2007

Intimacy

Care Amiche, cari Amici
[come direbbero i politici della Seconda Repubblica]

noto con piacere che il post di natura intestinale ha scatenato una gara di solidarietà tra i lettori del blog. Se ne deduce che, come da anni sostengono diversi esponenti della famiglia Moressa, a parlare di merda non si sbaglia mai. E' una captatio benevolentiae de noartri. Perchè, in fondo, siamo tutti uguali.
WE ARE THE WORLD.

Allora lancio una proposta di cittadinanza attiva: facciamo un PAT-Piano Alimentare Travolgente partecipato. Suggerite il menu tipo, possibilmente in stile Cosmopolitan, per evitare/alleviare/risolvere la Questione Intestinale. Mi sottoporrò ai vostri esperimenti*, donando il mio corpo alla scienza. Con il solo invio di 1,99 post a riguardo potrete seguire comodamente dal divano di casa vostra gli sviluppi della faccenda. Potrete collegarvi wireless con tre centraline di rilevazione (stomaco, intestino tenue, colon-retto) e scommettere direttamente on-line! Non è fantastico amici?

Ora che abbiamo sbrigato le formalità promozionali, è con estremo cordoglio che vi do questa notizia: ci sono una marea di cose che vorrei scrivere e raccontare, ma che non posso divulgare per motivi "diplomatici". Non si tratta di questioni legate al tirocinio, figuriamoci– ho firmato un patto col diavolo (Alma Mater Studiorum) che non avrei rivelato nulla di quello che avviene in ambasciata. Si tratta, invece, di cose molto più succose!

Che fare? Quo vadis? Cui prodest? Cui bono? Tu quoque filii mii?

Mi era balenata l'idea di rendere il blog privato, ma ciò vi avrebbe causato, care amiche e cari amici, non pochi disagi.

Express Yourself, Don't Repress Yourself
(as Miss Veronica used to say)



*compatibilmente con le cibarie disponibili sul territorio comunale di Londra e purchè questo non comporti la morte repentina di uno dei concorrenti

lunedì 28 maggio 2007

Joaquin, mi amor

Quando Joaquin ti passa accanto, tutto sudato, dopo aver sprigionato sesso, Andalusia, Mediterraneo, Oriente e spezie in due ore di flamenco, ti dimentichi che fuori piove da tre settimane.
Joaquin alla Royal Albert Hall è stato come il caffè con le tre S: Scottante, Seduto e Scroccato. Il mio biglietto in ottava fila valeva la bellezza di 55£ e io, grazie alla mia amica Cristina, ce l'ho avuto GRATIS. Mica servono le conoscenze in ambasciata. Nemmeno quelle ai piani alti della Sony. E neanche quelle dei politici. Qui è "bastato" il coinquilino polacco di Cristina che fa il manovale alla RAH e ha biglietti for free per ogni spettacolo. Mica male.
Ci voleva proprio per tirare su le sorti di questo soggiorno uggioso nella terra dell'understatement.
Perfida Albione rimettiti nel freezer, che qua noi ci si squaglia al calore delle voci andaluse, al ritmo dei percussionisti gitani e dei chitarristi iberici. Olè.
il nostro Joaquin ha mandato in visibilio il pubblico femminile (95% del totale) iniziando mezzo nudo una danza molto intima e teatrale–ogni muscolo un'epifania. Poi, da questa sua "Solidad" è partito un crescendo di flamenco irresistibile, con quel zapateado folle eseguito con scarpe dorate. E qui si vede il tocco di Jean Paul Gaultier nei costumi.
E Joaquin dirige la sua orchestra di archi, chitarre, fisarmonica, percussioni e voci con i piedi e con le mani e con lo sguardo, dando vita ad una perfetta fusione di musica, corpo e anima.
God save Joaquin Cortes.

mercoledì 23 maggio 2007

Mantra



My Body Is My Temple

Il punto di svolta di una nuova avventura è sempre la situazione intestinale. Quando arrivi a fare la cacca regolarmente, allora vuol dire che ti sei ambientato e che non ti senti più un pesce fuor d'acqua. Non vale minimizzare o esercitare omertà assoluta– si è belli fuori quando si è belli dentro. Allora qua sono un cesso.
Dopo le prime settimane di corrente alternata, ci siamo stabilizzati su un fastidioso stimolo puntuale come le tasse (per chi le paga) durante l'orario di lavoro. Per carità, il bagno è pulito, e sarebbe in grado di ospitare le emergenze, ma mica si può tediare i colleghi tutti i giorni! E che succede quando si abortisce la cacca post-caffè? Comprimi-comprimi-comprimi...scatta il turno delle scoregge!
Mi sa tanto che andrò a comprami il carbone attivo, altrimenti all'ambasciata scatta l'allarme armi chimiche.
Beh, dopo la giornata di ieri, in cui ho lavorato-udite udite- dalle 9 di mattina fino alle 10 di sera, potrei lanciare una bomba soporifera e uscire prima dall'ufficio. Da farci un pensierino.


My Room Is My Temple

Come si fa a sfogare la propria esuberante personalità e creatività di design in una stanza 4x4? Presa dalla foga della personalizzazione degli spazi abitativi contemporanei, le città visibili di Renzo Piano e un progetto di Liebeskind per riordinare l'armadio di casa a CLupia, ho rabaltato la stanza da capo a piedi. Ho spostato TUTTI i mobili, tutti gli armadi, tutti, tutto. Non è che ci abbia guadagnato chissà quanto spazio, ma almeno ho razionalizzato le risorse elettriche! Adesso non devo più fare mezzora di stretching prima di asciugarmi i capelli, perchè la presa per il phon ora è facilmente raggiungibile. Ah!
E' sempre una stanza in cui avranno dormito 200 persone e ce ne dormiranno altrettante in futuro, ma almeno adesso ha un layout powered and designed by Moressa.


My Sfiga Is My Temple

Penso che questa possa potenzalmente diventare una rubrica a cadenza settimanale... Oggi, dopo le sfighe con la casa, le sfighe di salute (febbre etc), le sfighe lavorative (13 ore di lavoro), HO PERSO L'ABBONAMENTO.
Ma come si fa ad essere così rincoglionite? C'è sempre la speranza che mi sia caduto dalla borsa in ambasciata, ma visti i precedenti, non credo che la sorte sia dalla mia parte in questa avventura londinese. Almeno potrò farmela rimborsare, a quanto pare. Ma che palle. Per tornare a casa stasera, dopo una birretta con MariaCristina (Bella Napule, l'altra stagista), vado per comprare il biglietto e la macchinetta mi si fotte l'esoso importo per una corsa in bus: 2£. Ma allora ditelo.
Mi iscriverò ad un corso di meditazione tibetana per sopportare tutto questo.

domenica 20 maggio 2007

And Sunday always comes too late


Per uno che lavora, il lunedì è difficile.
E per uno che lavora GRATIS?
Per chi lavora for free, il lunedì è il momento per pianificare l'uscita del venerdì sera! Così, questo venerdì, dopo averne parlato per tutta la settimana (Sei pronto? Allora vieni? Chi viene? Dove andiamo?) e dopo una fuga alla chetichella alle 5pm spaccate (+ quarto d'ora accademico di ritardo italiano...) io e gli altri due tirocinanti ci siamo goduti un venerdì all'inglese.
Lavoro-birra-birra
-birra-birra-birra....
Da bravi Italians c'abbiamo messo una pizza di mezzo, tanto per non sbagliare, ma i fondamentali (l'alcol, l'oblio) c'erano.

E domani si ricomincia a pianificare la prossima uscita.

"I don't care if Monday's blue

Tuesday's grey and Wednesday too

Thursday I don't care about you

It's Friday, I'm in love..."

Sabato mattina mi sono fatta un bel giretto a Portobello Road, con il sole (ad intermittenza) e un sacco di Rasta men. Portobello è un posto fighissimo- ma quale Camden? Qui ci sono meno "personaggi", ma ogni angolo sembra New Orleans! E, AVENDO I SOLDI, ci sono delle cose bellissime- vestitini e scarpette vintage, giacche in pelle, uniformi, borse, gioielli, antiquariato- e non solo i funghetti allucinogeni. E poi, cammina cammina, si arriva a Notting Hill! Va pure a finire che per 3£ ti ingozzi di gamberoni fritti -yum-

Oggi, poi, grande giornata. Sono andata con la mia amica Laura (compagna di sventure sslimit) e i suoi amici (una delegazione di Massa) al parco di Hampsted-dove Madonna aveva la casa, no? Ovviamente, birrozzo prima di darsi troppo alla natura, ma poi ci siamo fatti una bella camminata e, udite udite, abbiamo pure incrociato Geri Halliwell! Nel Paese del gossip sfrenato questo è un grande avvenimento! Lo sapevate che Halle Berry ha 6 dita nel piede sinistro? Io l'ho scoperto qui leggendo i giornali per l'ufficio stampa. Quante cose si imparano.
Dopo tutto sto jet set, per tenere alto il livello di figume, siamo tornati in Vespa per Abbey Road- scusate se è poco.

"One thing I can tell you is you got to be free
Come together right now over me"

giovedì 17 maggio 2007

A New Beginning

Ieri mi sono trasferita nella nuova stanza, dopo un considerevole viaggio della speranza in stile "Pescatore di Acitrezza che va dal cugino in Val d'Aosta". Ma, almeno io non avevo tre chili di pommidori freschi, 4 chili di caciocavallo e un intero capretto cucinato da zia Rosa nella valigia!
L'odissea valeva la candela– la nuova stanza è spaziosa, con 2 armadi, lo specchio (!), uno stendino e 10000000 appendiabiti! Alla faccia del mio EXpadrone di casa, il quale ha però avuto la gentilezza di scrivermi un biglietto d'addio con le seguenti SINCERE parole:
"HI VALE. AM SORRY I CANT BE HERE. ALL THE BEST & SUCCESS IN LIFE. NICE KNOWING YOU. XX KAMRAN"
Nice knowing you? Per forza, con tutti i soldi che ti ho lasciato, brutto pezzo di m..
Ma passiamo oltre, altrimenti rischio di dilapidare il mio già esiguo capitale di British aplomb. La nuova padrona di casa è una sagoma: canta jazz e suona il piano nei locali londinesi, è di origine ungherese e fa la maestra di musica. Ha un figlio di 19 anni che ADORA –"I'm so happy he's not gay" mi ha ripetuto 200 volte. Ogni tanto si dimentica che deve parlare inglese e le escono delle cose inaudite, ma è molto EASY. E' molto easy anche con le pulizie, nel senso che la casa butta sul lercio, ma gli standard igienici inglesi, si sa, sono più vicini a quelli di un Paese del Terzo Mondo che a quello di uno del G8...
Il quartiere è carino e quando apro la finestra, mi sento a casa: c'è un'impresa di pompe funebri!
Tutta bella viola e con le super offerte sui trasferimenti di salme all'estero.
Chissà se anche qui cantano "ALCE, ALCE AL CIEL...."

lunedì 14 maggio 2007

My British aplomb


Dopo essere arrivata nella giungla londinese, mi ci è voluto un po' per capacitarmi di quello che mi stava succedendo, e così non ho più postato niente. Cominciamo bene, eh?
Bando alle ciance e Ciancio alle bande, qua c'è un sacco da raccontare!
E' stata la settimana della inculatella! Dopo un paio di giorni brucia già meno, ma vi assicuro che na spissetta ghe xe ncora. Ma andiamo per ordine: essendo che la mia stanza è un buco, posto che non avevo nessuna intenzione di comprarmi una lista nozze intera da sola e con il cambio valuta sfavorevole, la sottoscritta
DICHIARA
nel pieno delle sue facoltà mentali che se ne deve tornare in Italia a fine maggio perchè bla bla bla (balle spaziali lacrimevoli). Così, mi scollo da sto posto di merda!
Ah! Giammai! il padrone di casa, landlord de sta ceppa, comincia a farmi dei discorsi strani: che devo pagare l'affitto fino a luglio. WAS? Poi cambia versione e dice che devo andarmene entro il 15 maggio (da luglio a maggio, il passo è breve, si vede..)
Io gioco il jolly: 10 anni di teatro saranno pure serviti a qualcosa- pianto in stile michelle pfeiffer de noartri. Putroppo la sceneggiata napuletana non impietosisce riccardo Cuor di Pietra e anzi, di fronte ad una così sincera e schietta dimostrazione di emozioni- SI INCAZZA.
Il momento più topico arriva quando metre gli parlo, si gira e se ne va. Io rimango basita e gli dico: "I was still talking to you" e lui, come se fosse la cosa più normale del mondo piantare uno nel mezzo di una conversazione, :"it's too late".
Fase 2: Mobilitazione dei colleghi sul posto di lavoro (tirocinio). Si scatena la gara alla solidarietà, manco fossi la sorella dell'ambasciatore. Che carini.
Fase SCAZZO: 1 h e mezza di litigata cross-cultural col padrone. Nell'ordine ha usufruito dei seguenti aiuti dal pubblico:
1- stereotipo sugli italiani tutti mafiosi
2- stereotipo sugli italiani che parlano a voce troppo alta
3- stereotipo sugli italiani che gesticolano troppo
e dulcis in fundus, la maledizione cadrà su di te che hai un carattere di merda.
OLè.
Mi conoscete, non è che sia dotata di grande aplomb- MA SONO STATA CALMA, altro che training autogeno!
Morale della favola: Domani me ne vado in una stanza super cool vicino a Portobello Road, e che si tenga i soldi e che ci si strozzi.
[e comunque lo denuncio all'ufficio delle tasse e dell'edilizia privata, la venedetta è un piatto che va served cool]
In mezzo a sto casino, ho anche avuto il tempo di fare la bella vita da upper class: sabato sono andata ad Ascot a vedere (e scommettere su) le corse dei cavalli! Mi sono comprata tanto di cappellino piumato e via! Nobiltà British, here I am.
Nobiltà de Chioggia xe più fine. Alle 2 del pomeriggio erano già tutti ubriachi lessi e urlavano (Italians are loud?? I beg Your pardon) come degli ossessi. Ragazzette mezze nude che giravano senza scarpe, facendosi ramenare dal primo che passa e uomini di mezza età che fanno a pugni nel pub- sì, mi è capitata anche la rissa a 2cm dal naso.
Mi sento Lady Diana in confronto.

martedì 8 maggio 2007

Welcome to the Jungle

Con qualche giorno di differita, ecco il racconto esaltante delle prime ore nel Regno Unito.
Arrivo sabato 5 maggio, dopo le bestemmie contro "quei fascisti della Ryanair" (citazione da FabioB di cui mi approprio) che hanno ridotto il carico massimo consentito da 20 a 15 kg pro Kopf. Damn! OVVIAMENTE, ho sforato e OVVIAMENTE ho pagato ben 24 euri di sovratassa (e mi hanno abbonato un kg, che magnanimità).
Ma l'odissea era appena cominciata– lo sapevate che ci si mette meno ad andare da Treviso a Londra che da Stansted a Londra Centro? Sapevatelo!
Dopo mille peripezie ed sms con il padrone della stanza che ho trovato online, ecco che arrivo ad incoolonia: 15, Conway Gardens, ZONA 4!
Ma la cosa peggiore non è la lontananza–tutto sommato, ci metto mezzora ad andare al lavoro.
La stanza, o per meglio dire, The Hole, era una "standard double room" nella descrizione, nella realtà una "standard double shit". Ci sta giusto il letto e l'armadio, gnanca na carega! Gnanca na toea!
Mi faccio forza e penso:"Ma sì, da quando in qua faccio la principessa per queste cose?"
Sì. sì.
Visiono la cucina e non c'è il tavolo, non ci sono le sedie, non c'è un cazzo! Le pentole me le devo comprare (qualcuno ha il numero di Mondial Casa, mi aspetta!), come pure le stoviglie.
Ok, una spesa che si può anche affrontare. Mi sta sui cabazizi, ma ci può stare.
Altro giro, altra corsa: non esiste ferro da stiro- te lo devi comprare.
Non puoi usare la nostra carta igienica, te la devi comprare.
Non permetterti mai e poi mai di usare i nostri 3 diversi saponi per le mani, ti devi comprare il tuo se vuoi lavarti le mani.
e, VOLATA FINALE: non sono in dotazione gli appendi abiti, TE LI DEVI COMPRARE.
Sarà il mio mantra d'ora in poi!
Dopo aver praticamente supplicato un appendiabito in prestito per i primi giorni di lavoro, in cui pare brutto presentarsi con la giacca strapassà, vado a farmi la spesa- se ME LI DEVO COMPRARE..
Quale esperienza antropologica: il livello di progresso di un popolo si misura dall'ampiezza dello scaffale dei cereali. Germania: mezzo supermercato. Italia: i Kellog's punto. UK: modica quantità, ma grande lacuna Müsli.
D'altra parte, questo è un popolo che non fa la raccolta differenziata, in cui i sacchetti di plastica al supermarket sono GRATIS (crimine contro l'umanità), che non ha le prese elettriche in bagno perchè è pericoloso, che ha gli sciacquoni del cesso che non si caricano mai a sufficienza. Un popolo che non ha la carta d'identità.
Mah.
Un popolo di persone che dopo averti fatto COMPRARE tutto, ti fotte i pomodori dal frigo.
Direi che sono moderatamente incazzata.